Nel XVII secolo, la diffusione del cristianesimo a Nagasaki pose difficoltà alla prosperità di altre religioni. Nella speranza di migliorare le opportunità del buddhismo, nel 1608 Kyo Ryokaku fondò il tempio Kotaiji. Per commemorare quest’opera, nella Sala del Fondatore è stata posta una statua che lo rappresenta e il 9 settembre si tiene una cerimonia in sua commemorazione.


Nella metà del XVII secolo, quando Gesshu Sorin era il terzo abate, vennero ricostruiti gli spazi per i monaci, la residenza dell’abate e la Sala zen. Con l’installazione di una triade ricevuta in donazione e composta da una statua di Shakyamuni affiancata dai due bodhisattva Manjushiri (Monju) e Samantabhadra (Fugen), la struttura è stata completata come si conviene a un tempio zen.
I monaci che fanno pratica con le mani giunte in preghiera e la schiena perfettamente ritta rendono l’atmosfera della Sala dei monaci particolarmente vibrante.
Il Kotaiji in una pittura risalente alla metà del XIX secolo e commissionata dal medico tedesco Philipp Franz von Siebold che, in quel periodo, lavorava presso la Compagnia olandese delle Indie orientali a Nagasaki.
Nel portale Niomon davanti alla Sala principale sono poste le statue di due divinità protettrici e la targa con la scritta Kotaiji. L’atmosfera è animata dai bambini dell’asilo del tempio e dai fedeli che giungono per partecipare alle sedute di zazen. Oggi, nella tranquilla Nagasaki dove cristianesimo e buddhismo convivono armoniosamente, il Kotaiji è un importante riferimento spirituale per chi crede negli insegnamenti del Buddha.

Oggi, l’area del monastero del Kotaiji, cambiata poco rispetto a quando Siebold viveva a Nagasaki, è per i fedeli un luogo familiare e in cui sentirsi a proprio agio.
Guarda il filmato che presenta i monaci del DaihonzanEiheiji nella continua pratica del buddismo zen in una serena atmosfera quotidiana.
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■ Luogo
in tram, scendere alla fermata Kokaidomae o Shianbashi, entrambe a cinque minuti a piedi da Teramachi, dove si trova il Kotaiji.